DESIGN In viaggio a Dubai

🕌 Un Viaggio in 4k a DUBAI in corsa tra le 
capitali del Design 🌐

Guarda ora: ➡ Dubai, suggestiva e surreale dove niente esiste ma tutto si materializza ⬅


A pochi giorni dall' inizio della rassegna intetnazionale del mobile e del design di Milano, parliamo di Dubai, importante realtà che con un certo orgoglio e un fare deciso vuole assicurarsi, e in fretta, una centralità forte e diversa sulla scena del design mondiale.
Controversa e surreale, la città sa di convivere con molte altre realtà consolidate. Ma sa anche dove si trova ed è consapevole di tutta l’energia che può mettere in campo per raccontare un’altra storia, a un altro pubblico.

La sua settimana del design non va valutata con criteri eurocentrici, attraversandola è necessario uno slittamento di prospettiva, di fronte alle coloratissime video installazioni che per celebrarla investono Burj Khalifa – il grattacielo più alto della città –, come al cospetto delle sue tradizionali e gigantesche navi in legno che hanno ispirato le gesta di alcuni dei designer contemporanei in mostra a D3.

Andando con ordine è utile partire proprio da D3 – Dubai Design District: nuovo di zecca, firmato da un’archistar e in rapida espansione. Il quartiere è il cuore della manifestazione: qui i padiglioni nazionali della mostra ABWAB accolgono installazioni progettate ad hoc da designer di Algeria, India, Baharain, Iraq e Palestina; a pochi metri una fitta mostra tutta dedicata, tra grafica e design, alla metropoli de Il Cairo, prende spunto dalla natura incompleta della città per raccontate i giovani talenti che la vivono come fonte di destabilizzazione ma anche di creatività. Negli stessi building disegnati da Foster è ospitata la mostra Global Grad Show che raccoglie una selezione di progetti di laurea da 50 scuole di tutto il mondo attorno ai temi della sostenibilità e della comunicazione globale. Intanto, le “strade” pedonali tra gli edifici, una grande scacchiera, vengono dai primi caffè del quartiere, ma anche dalle installazioni di Swarovski, dalle sedute roteanti di Thomas Heatherwik per Magis, o dai pop up shop di marchi internazionali come Hay o Ikea. A 200 metri dalle nuove architetture, attraversando la strada ci si imbatte in Downtown Design, manifestazione attiva da prima che la settimana del design venisse inventata. Sotto la grande struttura a tenda che ospita la fiera si trovano marchi internazionali che si presentano qui con un taglio evidentemente mediorientale, ma anche stand insospettabili come quelli dedicati ad Islanda o Etiopia, o installazioni di nuovi talenti dell’architettura locale, come quella progettata da T.zed architets.

Per gli avventurieri, decisi a scoprire gli hub creativi sparsi per la città, c’è la possibilità di inoltrasi in altre zone più o meno agili da raggiungere: dall’ormai collaudato quartiere Al Quoz, sede delle più importanti gallerie d’arte della città, design e fashion store e manifatture trendy di gioielli o anche cioccolato, fino a quello più sperduto (ma comunque affascinante) attorno al grande raccordo di Ras Al Khor, dove lo spazio DRAK ospita un ristorante temporaneo e quattro lavori progettati ad hoc da designer locali utilizzando legno.
🌐Alla scoperta di Dubai con mio padre 🕌





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